Il digiuno determina
quindi contemporaneamente
1)deprivazione
sensoriale
2) modificazioni
ambientali e relazionali
3) variazioni della
cenestesi
4)adattamenti
fisiologici
Questi
cambiamenti sono in grado di agire sull’Io, a cui vengono a
mancare le condizioni fondamentali sulle quali ha elaborato ruoli,
schemi, divieti, inibizioni,
a cui viene meno
il terreno stesso che ha alimentato la sua strutturazione, stabilito e
mantenuto il suo ruolo di entità psichica normativa e inibitrice: è
questo il motivo per cui, durante la cura del digiuno, si attenuano la sua
rigidità e la sua forza limitante.
L’Io allenta la sua
azione, diventa più disponibile a farsi permeare dalle istanze profonde
e l’individuo potrà così più liberamente ripiegarsi a cogliere le
esigenze intime e le tensioni del Sé, nucleo centrale e vivificante
dell'essere, iniziando profondi cambiamenti di trasformazione
evolutiva che porterà ad una vita più ricca ed empatica.
Tutto questo non si
verifica nel modo semplice e schematico con cui l'abbiamo descritto:
solo lungo un percorso individuale e dialettico condurrà (dopo la rottura
dolorosa di un equilibrio rigido e riduttivo, l’eliminazione di blocchi
e rimozioni, la liberazione improvvisa di forze arginate) ad una più
piena consapevolezza, spontaneità, integrazione.
Questa azione profonda
del digiuno sul piano organico e su quello mentale e psichico,
è la condizione ideale non solo per guarire ma per la trasformazione
evolutiva verso la totalità della vita