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IL METODO DELL'IPNOSI REGRESSIVA PER LA GUARIGIONE DEI TRAUMI PSICHICI, PER LA CRESCITA PERSONALE E PER LO SVILUPPO DEI TALENTI SEDE DI MILANO
La definizione "IPNOSI REGRESSIVA" è attualmente quella più usata per far riferimento alla tecnica terapeutica in grado di indurre lo stato psicofisico che permette la rievocazione, la comprensione, l’elaborazione e l’integrazione di vissuti più o meno remoti. Infatti l'ipnosi è utilizzata per attivare la capacità regressiva della mente e richiamare episodi traumatici che devono essere rielaborati ed armonizzati affinché si possa compiere il percorso evolutivo. Ogni accadimento del corso dell’esistere deve infatti essere integrato all’interno del "percorso evolutivo personale" affinché l’individuo possa realizzare le "potenzialità esistenziali" cioè l’insieme di talenti, capacità e doti peculiari che fanno di ogni uomo un "genio" e permettono a ciascuno di realizzare il fine unico ed irripetibile per cui è venuto al mondo. Questo è il fine del metodo definito: IPNOSI REGRESSIVA L'ipnosi regressiva è non soltanto uno dei più efficaci metodi di psicoterapia, ma il percorso più indicato per sbloccare e potenziare l'autorealizzazione
IPNOSI REGRESSIVA E TRAUMA PSICHICO IPNOSI REGRESSIVA E CATARSI STORIA DELL'IPNOSI REGRESSIVA IPNOSI EVOLUTIVA TECNICA DELL'IPNOSI
SEDUTE INDIVIDUALI E DI GRUPPO DI IPNOSI REGRESSIVA TENUTE A MILANO DA MEDICI PSICOTERAPEUTI ESPERTI IN IPNOSI REGRESSIVA - EVOLUTIVA PER ULTERIORI INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI: ASSOCIAZIONE SCUOLA DELLA SALUTE CELL 339.1216605 ass.scuolasalute@iol.it
IPNOSI
REGRESSIVA E TRAUMA PSICHICO Alcuni vissuti, per varie ragioni, non
vengono integrati all’interno del percorso evolutivo: perché non compresi,
perché rifiutati, perché dolorosi. Essi rimangono come unità dissociate della mente, come
corpi estranei all’interno della coscienza, enucleati dalla personalità
e determinano dispersione, spinte caotiche e autodistruttive: chiusi in un
guscio che li rende resistenti al cambiamento, parassiti della
psiche, assorbono energie e risorse, impediscono la realizzazione delle
potenzialità esistenziali, sottraggono capacità e talenti, arrestano il
percorso evolutivo, determinano atteggiamenti disturbanti, causano
patologie psichiche e fisiche. I vissuti non compresi, rifiutati, dolorosi,
si
comportano come elementi dissociati e perturbanti della personalità:
possiamo pertanto chiamarli " vissuti traumatici ". IPNOSI
REGRESSIVA: LIBERAZIONE, CATARSI La mente ha spontaneamente la capacità di liberarsi
della maggior parte di questi corpi estranei: vissuti positivi, relazioni
ricche di amore, incontri improntati all’ empatia, riescono a spezzare
il guscio dei vissuti traumatici e a far confluire all’interno
dell’unità della persona le energie bloccate e disgreganti. Inoltre
alcuni stati di coscienza naturali che si instaurano sia durante la veglia
che durante il sonno ( ad esempio durante la fase del sogno ), sono in
grado di elaborare i vissuti traumatici e ricondurre nel circuito psichico
le risorse mentali sottratte e deviate. Questa capacità della mente di
eliminare spontaneamente i vissuti traumatici, di liberarsi dalle
conseguenze negative che ne derivano, possiamo chiamarla
"catarsi ", sinonimo di auto-purificazione, auto-liberazione. Tuttavia non tutti i traumi psichici vengono superati
in questo modo e molti possono persistere a tempo indefinito impoverendo
in misura a volte notevole la personalità. L’ipnosi regressiva è la tecnica in grado di
attivare la catarsi: l’ipnosi regressiva sintonizza la mente sullo stato
di coscienza che libera dai vissuti traumatici e rievocandoli ne permette
la rielaborazione e l’integrazione nella personalità. L’ipnosi regressiva ( con più esattezza potremmo
chiamarla chiamarsi "ipnosi catartica " , "ipnosi di
liberazione ") ha quindi una sua tecnica particolare che la
differenzia nettamente da tutte le altre tecniche ipnotiche. Binet e Janet furono i primi a mettere in rapporto
varie patologie con stati di coscienza alterati che aggregavano i loro
contenuti in personalità multiple: la terapia consisteva nel porsi in
contatto attraverso l’ipnosi con gli stati di coscienza alterati e con
le personalità scisse per ricordare e rielaborare i contenuti, unificando
la personalità. Mobius mise in rapporto gli stati di coscienza scissi a
traumi psichici: la terapia consiste sempre nel porsi in contatto
attraverso l’ipnosi con i vissuti traumatici grazie alle sue
potenzialità regressive, cioè alla possibilità di rievocare e far
rivivere il passato. In seguito la teoria del trauma e della scissione dei
vissuti traumatici fu sviluppata in modo originale ed indipendente da
Joseph Breur e Sigmund Freud. Le prime osservazioni determinanti furono effettuate da
Joseph Breuer tra il 1880 e il 1881: egli notò che una sua paziente (nota nella
letteratura psicanalitica con lo pseudonimo di Anna O. : presentava una
sintomatologia psichica assai varia e complessa) poteva entrare
spontaneamente in uno stato di coscienza modificato e rivivere episodi del
passato: dopo di che i sintomi connessi agli eventi rivissuti regredivano
fino a scomparire. Breuer, per aumentare i benefici di questa modalità
spontanea di guarigione, pensò di utilizzare l’ipnosi per indurre lo
stato modificato di coscienza con maggiore frequenza, invece di aspettare
che si instaurasse spontaneamente. Riuscì in questo modo a guarire la sua
paziente. Breuer parlò al suo amico Sigmund Freud della sua esperienza, e
questi né fu assai interessato: iniziò ad utilizzare il metodo di Breuer
ed elaborò la teoria del trauma psichico: alcuni vissuti fortemente
emotivi non vengono manifestati, comunicati, sfogati per una sorta di
incapacità o di inibizione a farlo: le emozioni non espresse rimangono
incapsulate all’interno della psiche, l’episodio traumatico che le ha
determinate viene rimosso, e subentrano sintomi psichici che non sono
altro che modalità patologiche con cui si manifestano le emozioni
bloccate. Rievocando l’episodio traumatico con l’ipnosi, lasciando
defluire le emozioni con le parole, i gesti, il pianto, si verifica il
deflusso delle energie psichiche bloccate e quindi i sintomi psichici, che
ne sono la conseguenza, vengono meno e si ha la guarigione. La terapia basata sull’ipnosi regressiva era sempre
volta a ricordare, rivivere, abreagire, esprimere, comunicare, rielaborare In un primo tempo Freud utilizzò l’ipnosi per
rievocare gli episodi traumatici, poi passò alla tecnica delle libere
associazioni. Ben presto Freud abbandonò la teoria del trauma
psichico per elaborare quella dell’infantilismo sessuale da cui prese
origine la psicanalisi. Egli sostiene di aver abbandonato la teoria del
trauma perché aveva potuto verificare che alcuni traumi ricordati durante
l’ipnosi erano irreali, non erano veramente accaduti ma erano parti
della fantasia dei pazienti. L’importanza del trauma psichico nella patologia fu
in seguito richiamato da un allievo di Freud: Otto Rank, il quale mise
all’origine di ogni patologia psichica il trauma della nascita. Tuttavia
l'intuizione di Otto Rank non ha avuto molto seguito. Possiamo dire che l’importanza del trauma psichico e
della sua rielaborazione è stato trascurato dagli orientamenti moderni
della psicoterapia. In realtà durante l’ipnosi regressiva si possono
rivivere come accaduti fatti reali e fatti che non trovano riscontro nella
biografia del soggetto in ipnosi, ma questo invece di togliere valore alla
teoria del trauma la rende più significativa e profonda. Infatti questi vissuti possono essere interpretati in
vari modi: come fantasie trasformate in realtà come fatti traumatici avvenuti in vite precedenti come traumi subiti da altre persone con cui si è stati in relazione
che sono stati trasmessi per una sorta di contagio psichico. come trasmissione genealogica del trauma: secondo questa teoria i
traumi psichici possono trasmettersi di generazione in generazione,
per una sorta di ereditarietà del trauma Tutte queste interpretazioni sono sostenute da vari
autori che portano prove a sostegno della loro tesi. Recentemente ha avuto una certa diffusione
l’interpretazione che fa risalire i traumi a vite precedenti e la
regressione ipnotica viene impostata fin dall’inizio in modo tale da
favorire queste regressioni, che pertanto non sono più occasionali ma
programmate. Tra i propugnatori più noti di questo indirizzo vi è
lo psichiatra americano Brian Weiss. Qualunque sia l’interpretazione del trauma rivissuto
(che sia una proiezione fantastica, che sia un fatto
traumatico realmente accaduto, che sia una esperienza trasmessa o
ereditata) il metodo dell’ipnosi regressiva rimane valido in ogni caso:
rivivere, ricordare, abreagire, esprimere, comunicare, rendere sociale ciò
che era un elemento isolato e bloccato nella psiche individuale (e che
proprio a causa di questo isolamento perdurava nel tempo e orientava le energie
mentali per vie patologiche) dischiude il percorso evolutivo; socializzare ciò che è scisso significa
scaricarne e annullarne le potenzialità patogene nell’unità della
coscienza e nell’ambito delle interazioni. CONCEZIONE
ATTUALE DELL'IPNOSI REGRESSIVA Come abbiamo detto
all'inizio, l'ipnosi regressiva è finalizzata a far emergere
vissuti che, pur rigettati dalla mente, persistono all’interno della
coscienza come
corpi estranei , creano blocchi e resistenze, ostacolano lo sviluppo
dei talenti, delle potenzialità mentali e spirituali, contrastano l'autorealizzazione
, il percorso evolutivo, determinano atteggiamenti disturbanti, causano
patologie psichiche e fisiche. I vissuti non
compresi, rifiutati, dolorosi, si comportano come elementi dissociati e
perturbanti della personalità: possiamo pertanto chiamarli " vissuti
traumatici ". Occorre rivivere questi vissuti traumatici per
eliminarne l'energia negativa che arresta la crescita personale. Se l'ipnosi
regressiva, rendendo possibile l'abreazione delle cariche psichiche e la
socializzazione dei contenuti mentali rimossi, è una fase
indispensabile per eliminare le forze negative che ancorano al
passato, non è tuttavia sufficiente ad avviare il percorso evolutivo
che ha subito arresti e regressioni: è indispensabile una seconda fase,
avviata dall' " ipnosi evolutiva" Così come togliere la zavorra non è
sufficiente ad avviare un percorso, perchè occorre individuarne il
tracciato, farne affiorare la necessità, sostenere i primi passi, così
occorre che all'ipnosi regressiva faccia seguito una seconda fase. E' questa
la fase, in genere ignorata ma fondamentale, dell'ipnosi evolutiva: che proietta in
avanti, fa emergere i talenti dalle profondità psichiche in cui si erano
inabissati, sollecita la ripresa del
cammino evolutivo personale interrotto. TECNICA
DELL'IPNOSI REGRESSIVA - EVOLUTIVA L'ipnosi
regressiva-evolutiva utilizza la tecnica del "sentiero
personale", che permette non solo di visualizzare eventi del passato
che devono essere compresi e rielaborati, ma anche di far
affiorare consapevolezze relative al percorso evolutivo personale. PER CONTATTI, CHIARIMENTI E PER FISSARE APPUNTAMENTI CON ESPERTI IN IPNOSI REGRESSIVA A MILANO: 339.1216605
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