DISORDINI ALIMENTARI

TRATTAMENTO  DEL DISORDINE DEL COMPORTAMENTO   ALIMENTARE 

 

 RIEDUCAZIONE DEI DISORDINI ALIMENTARI

La rieducazione dei disordini alimentari secondo il  metodo  della rielaborazione del vissuto alimentare 

 

 

DISORDINI DEL COMPORTAMENTO ALIMENTARE

 

I disordini alimentari emergono e diventano evidenti in molti casi nel corso del periodo  adolescenziale e possono manifestarsi con modalità diverse in periodi successivi.

Di frequente i disordini alimentari vengono interpretati, in modo superficiale ed inadeguato, come la conseguenza di una dieta scorretta. 

Tuttavia l'origine dei disordini alimentari è quasi sempre rintracciabile nelle prime fasi dell'evoluzione del rapporto col cibo.

Nell’evoluzione del rapporto col cibo si individuano le seguenti fasi, che possono far comprendere la natura dei disordini alimentari, perché questi non sono altro che una involuzione,  una regressione a fasi immature:

1)Fase fetale 2)Fase neonatale fusionale 3)Fase relazionale 4)Fase strutturante

 

 

FASI ALIMENTARI E DISORDINI  ALIMENTARI

 

I vari disordini alimentari sono riconducibili a regressioni dalla fase strutturante  ad una delle fasi precedenti di seguito elencate.

  1. Fase fetale

  2. L’alimentazione non è ancora presente: i nutrienti sono tratti dal sangue materno. Questo  non è tuttavia un fatto puramente biologico e pur non manifestando una autonomia evidente rispetto ad altre funzioni vitali, quali la circolazione e la respirazione, è associato ad un complesso vissuto che abbiamo denominato "vissuto del mare amniotico"

    Mentre la circolazione e la respirazione non subiranno evoluzioni strutturanti a livello mentale, la nutrizione sarà la più importante via d’incontro tra i processi biologici e quelli psichici, tra l’individuo e il mondo. Possiamo addirittura affermare che è proprio attraverso il rapporto col cibo che si creerà lo "spazio" entro cui emergerà la personalità e si apriranno i rapporti.

     

  3. Fase neonatale fusionale

  4. Nella fase neonatale le sensazioni,le percezioni, le pulsioni e il corpo stesso del neonato sono, nel suo vissuto, fuse in un "ambiente" indistinto che comprende il cibo e il corpo della "madre". Per "madre" intendiamo chiunque e in qualunque modo nutra il neonato. È un insieme indistinto e fusionale perché il neonato non è in grado di distinguere se stesso, il proprio corpo, dal corpo della madre e dal cibo che riceve. In questo insieme emerge la prima coppia di esperienze primordiali antagoniste cicliche: richiesta di cibo, che ingloberà mancanza ,assenza, vuoto, pericolo, dolore; il flusso del cibo, che si identificherà con presenza, pienezza, vita, appagamento, piacere, sazietà.

     

  5. Fase relazionale

  6. Rapidamente,entro pochi mesi dalla nascita, il bambino comincia a distinguere in qualche modo se stesso e il proprio corpo, dal cibo, dalle persone e dall’ambiente che lo circonda. Non è certamente ancora una distinzione razionale, consapevole e organizzata ma in qualche modo avverte e impara a cogliere cose ed eventi diversi e a sentire se stesso e i rapporti tra il sé e il non sé.

    Le sensazioni legate alla richiesta di cibo e al flusso del cibo cominceranno a "restringersi" e a riferirsi solo all’ aspetto parziale attinente strettamente al cibo, e si connoteranno nella fame e nella sazietà, mentre e lo "spazio psichico" che si forma per questo ridimensionamento del vissuto connesso al cibo viene colmato dall’affettività legata alle relazioni con persone e cose, dalla consapevolezza del proprio corpo, del proprio sé, del proprio esistere come centro attivo di interscambi.

    In qualche modo è come se le persone, le cose, le relazioni, emergessero nella coscienza all’interno di una dimensione che prima era esclusivamente del cibo.

     

  7. Fase strutturante

Mentre il cibo, passato attraverso il momento critico dello svezzamento, ridotto ad aspetto parziale, viene sempre più gestito, sottoposto a controllo, masticazione, manipolazione, prendono forza e si strutturano personalità e modalità relazionali. Questa fase evolverà verso la fase adulta dei rapporti col cibo e dei rapporti interpersonali.

Quanto più il complesso processo che abbiamo rapidamente delineato risulterà alterato nelle varie fasi per arresti e regressioni, tanto più saranno presenti non solo turbe nel rapporto col cibo, ma anche nelle relazioni interpersonali e nel rapporto con il proprio corpo: relazioni, come detto, "emerse" negli "spazi" lasciati liberi in seguito al ridimensionamento del vissuto alimentare. In questo caso il cibo non ha ceduto quasi completamente il suo spazio all’emergere pieno e forte delle realtà soggettive, familiari, sociali e delle relazioni ma mantiene in misura più o meno grande la sua pregnanza originaria, si mantiene come nucleo centrale dell’individuo, dell’ambiente, delle figure umane, dei rapporti, che restano prive di forza strutturante: è necessario ripercorrere l’evoluzione del vissuto alimentare per dare luogo all’emersione di tutte queste realtà e si strutturi una personalità complessa in grado di interagire con esse nella sua globalità, che siamo abituati a descrivere come fatta di pulsioni, affettività, sentimenti, volontà, raziocinio. 

 

 

RIEDUCAZIONE DEI 

DISORDINI DEL COMPORTAMENTO ALIMENTARE 

 

La rielaborazione del vissuto alimentare è finalizzata a rivivere l’evoluzione del rapporto col cibo e a rimuovere i blocchi e le regressioni: questo comporta non solo un superamento dei disturbi e dei disordini alimentari ma un rimaneggiamento profondo della personalità ed una evoluzione verso atteggiamenti più ricchi e consapevoli delle relazioni interpersonali .

 

Protocollo delle sedute (individuali e di gruppo)

 

(Psicoterapia: Prima serie di sedute)

Rilassamento, induzione della attività eidetica (è la condizione mentale in cui si attiva la visualizzazione), regressione alla fase fetale: vissuto dell' "appagamento nel mare amniotico".

 

(Psicoterapia: Seconda serie di sedute)

Regressione alla fase neonatale - fusionale: vissuto della "simbiosi col corpo materno"

 

 (Psicoterapia: Terza serie di sedute)

Regressione alla fase relazionale: emersione delle individualità separate e delle esperienze primordiali: se stessi, il proprio corpo, gli altri, la richiesta di cibo-distacco-assenza, il flusso di cibo-unione-presenza. La nascita della fame, della sazietà, dei bisogni, delle realtà familiari e sociali, dei rapporti e delle relazioni dal magma dei rapporti primordiali.

 

(Psicoterapia: Quarta serie di sedute)

Vissuto dei blocchi,degli arresti, delle regressioni relazionali e rielaborazione evolutiva

 

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