TEORIA DEL TRAINING AUTOGENO DI SCHULTZ

 

 

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INTRODUZIONE AL METODO DEL TRAINING AUTOGENO

 

 

CICLI VITALI - ATTIVITA' VOLONTARIE E INVOLONTARIE

 

 

 Gli esseri viventi  svolgono attività volontarie ( interazioni, ricerca di cibo, aggressione, difesa ecc)  e sono tenuti in equilibrio

 vitale  da un insieme di attività fisiologiche involontarie estremamente numerose e complesse (respirazione, circolazione,

 assimilazione, eliminazione, metabolismo, sonno ecc. )

 Queste attività sono in qualche misura sempre presenti, tuttavia, generalizzando, si può affermare che quanto più prevalgono le

 prime, tanto più si riducono le seconde e viceversa.

 L'arco della giornata è in genere ritmato negli esseri viventi  da cicli funzionali, durante i quali ora prevalgono le attività volontarie

 associata all'inibizione delle funzioni fisiologiche involontarie  ora prevalgono  le attività fisiologiche involontarie associate al  

 riposo dalle attività volontarie.

Tra questi cicli di attività - riposo che si svolgono nell'arco delle 24 ore il più significativo  è il ciclo sonno-veglia: durante la veglia

 prevalgono le attività volontarie, con aumento del catabolismo e degli accumuli tossici,  durante il sonno prevalgono le attività

 involontarie, ricostruttive e rigenerative.

Tra tutti gli esseri viventi l'uomo è quello che maggiormente altera i ritmi biologici per la scelta di ritmi vitali squilibrati, che

 comportano non solo affaticamento e stress, ma sono anche alla base di tutte le patologie connesse a squilibri psicofisici.

 

 

 SQUILIBRI DEI CICLI VITALI

 

Se l’alternarsi del sonno e della veglia, rispettivamente durante la notte e il giorno, rappresenta la più vistosa manifestazione del

 variare della modalità attività-riposo, non si può trascurare che all’interno della veglia l’intensità dell’attività varia ancora

 ciclicamente , così come varia ciclicamente l’intensità del riposo durante il sonno. Si hanno cioè  durante il sonno fasi in cui  il sonno è più profondo e durante l’attività fasi di intensificazioni delle prestazioni.

 

Può essere alterato il normale ciclo sonno –  veglia :

il sonno e la veglia possono essere sfasate (si dorme di giorno e si è attivi di notte)

 

Può essere alterata la durata del sonno o della veglia: ad es.

 si dorme per periodi insufficienti al recupero

 può essere alterato    durante il giorno il ritmo che compensa l’intensità dell’attività con una successivo adeguato riposo .  

 

Dal momento che entrambe le modalità di vita, quella dell’attività e quella del riposo, sono fondamentali all’equilibrio biopsichico ,

si può comprendere come un loro squilibrio possa avere grave ripercussioni.

In genere nelle società occidentali il ritmo attività - riposo è stato profondamente alterato per l’importanza predominante  attribuita

alle prestazioni ed al lavoro, con un conseguente privilegio accordato alla modalità dell’attività sul riposo. Questo ha portato  non solo a ritmi di attività squilibrati ma anche all’aver perduto la naturale capacità di allentare l’attività. Non solo il riposo è diminuito perché la giornata lavorativa lo richiede, ma anche perché, quando finalmente si può riposare, questa modalità del vivere non riesce più ad esprimersi: si è indebolita,inceppata in seguito ai continui condizionamenti che l’anno contrastata ed inibita.

 

Questo variare dell’attività – riposo è in gran parte ritmata biologicamente. Ad esempio i cicli del sonno non sono certo determinati  dalla volontà cosciente, ma regolati da un “orologio” biologico. 

 

 

TRAINING AUTOGENO E RIEQUILIBRIO 

 

lL training autogeno è finalizzato a raggiungere, con un metodo volontario, la condizione che si raggiunge spontaneamente con il

 sonno: questa condizione ha la funzione come abbiamo detto,  di riparare, rigenerare, rivitalizzare l'organismo. 

Il sonno tuttavia si raggiunge attraverso una commutazione psichica spontanea, e la sua funzione si verifica soltanto se la volontà cosciente è in uno stato di passività.

La tecnica del training autogeno può apparire   un atteggiamento paradossale e contraddittorio: disporre  la mente e il corpo, con la volontà, alla spontaneità.

In realtà questo atteggiamento è solo apparentemente contraddittorio: vi sono funzioni guidate da processi nervosi  riflessi che si

 attivano o si intensificano se le funzioni volontarie si attenuano o tendono ad azzerarsi: la tecnica del training autogeno consiste

 dunque nel ridurre il più possibile le funzioni volontarie, l'attività e il controllo dell'io, in modo che i processi spontanei di

 distensione, rigenerazione, rivitalizzazione possano attivarsi.

L'attività volontaria del training autogeno non è volta , come molti pseudo esperti credono, ad intensificare i processi di

 rivitalizzazione, ma  si limita ad indurre la passività dell'io, in modo che si determini  una commutazione psico-fisica analoga a

 quella del sonno e possa attivarsi  la fase  rivitalizzante, che sarà guidata dalla capacità naturale e spontanea dell'intelligenza

 corporea.

 

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